Acido ialuronico contro l’artrosi al ginocchio

Artrosi alle ginocchia? La soluzione si chiama acido ialuronico: una sostanza che il nostro corpo produce naturalmente, ma che in alcuni casi va integrata tramite infiltrazioni. Il “doc” Massarini spiega come funziona la terapia e quali novità propone Vitalia agli sportivi.

L’artrosi

L’artrosi del ginocchio è una delle patologie più diffuse ed invalidanti e consiste in una degenerazione delle cartilagini che ricoprono i capi articolari di questa articolazione. Si stima che l’80% della popolazione sopra i 55 anni presenti segni radiologici della patologia: spesso è causata da sovrappeso e favorita dalla sedentarietà, ma anche molti sportivi lamentano problemi alle cartilagini per traumi ripetuti. Le evidenze mediche supportano la necessità di praticare attività fisica moderata per prevenire l’insorgenza della malattia e per rallentarne il decorso, ma un altro importante aiuto ci viene dalla farmacologia e dall’acido ialuronico: una sostanza che viene iniettata direttamente nell’articolazione.

Cos’è l’acido ialuronico

La sostanza è presente in alta concentrazione in alcune parti del corpo umano. In particolare

  • nel derma, ossia nel tessuto connettivo della pelle
  • nelle cartilagini articolari e nel liquido sinoviale che riempie le cavità articolari
  • nei tendini, ma anche nell’umor vitreo dell’occhio, dove inizialmente fu scoperto.

acido ialuronico artrosi

L’acido ialuronico contenuto nei tessuti viene continuamente metabolizzato ed eliminato: per cui è fondamentale che l’organismo continui a sintetizzarne di nuovo per rimpiazzare quello metabolizzato. Con l’invecchiamento, o in presenza di particolari condizioni patologiche, la produzione di acido ialuronico tende a diminuire, favorendo così la comparsa del processo osteoartrosico. 

A cosa serve

Perchè se manca l’acido ialuronico cominciano i dolori? Esso è presente nel liquido sinoviale che bagna le superfici articolari. Questo liquido agisce assorbendo gli urti e lubrificando le parti mobili articolari: protegge così la cartilagine articolare e trasporta le sostanze nutritive alle cellule della cartilagine stessa. All’interno dell’articolazione, dunque, l’acido ialuronico svolge un doppio ruolo: per la sua capacità di interagire con recettori specifici ricopre un’azione antiinfiammatoria e per le sue proprietà viscoelastiche diminuisce gli attriti delle superfici cartilaginee deteriorate.

acido ialuronico ginocchio

In situazioni di particolare carenza, è dunque indispensabile integrare la produzione naturale con i farmaci. L’offerta è ampia: in funzione della gravità del processo degenerativo si possono iniettare preparati con caratteristiche diverse. In caso di patologia di grado lieve o moderato, si sceglierà un acido ialuronico di peso molecolare ottimale (peso molecolare 500-730 KDa) per svolgere i suoi effetti biologici sulla cartilagine; nei casi di grado severo, dove la cartilagine è irrimediabilmente compromessa e quindi l’effetto biologico risulta meno importante, si utilizzerà un acido ialuronico con adeguate caratteristiche visco-elastiche.

Quantità e frequenza dei trattamenti vanno valutati caso per caso, ma in linea generale negli anziani si operano tre infiltrazioni a distanza di una settimana una dall’altra, da ripetere ogni 3-6 mesi in base alla sintomatologia.

Un prodotto ancora più efficace per gli sportivi

Vitalia propone da tempo la terapia e ha recentemente introdotto un nuovo preparato particolarmente utile agli atleti.

sci alpinismo e acido ialuronico per sportivi

La ricerca farmaceutica, infatti, ha elaborato una sostanza che esercita un’attività biologica anti-infiammatoria e di rallentamento della progressione del danno cartilagineo ed ha al contempo un forte potere lubrificante. Essa funziona inoltre come shock-absorber: grazie alle caratteristiche viscoelastiche del biopolimero, che si comporta come un cuscinetto protettivo tridimensionale.

La nuova molecola di acido ialuronico si chiama HYADD 4 e  grazie alla particolare struttura chimica rimane in articolazione fino a 28 giorni ed è in grado di mantenere la sua struttura a reticolo tri-dimensionale, e quindi l’effetto shock-absorber, anche dopo sollecitazioni ripetute. L’elevato potere lubrificante riduce inoltre l’attrito tra le superfici cartilaginee e favorisce l’instaurarsi dei processi riparativi della cartilagine, messi in moto dallo stesso polimero attraverso le sue proprietà biologiche: si ottiene così un miglioramento della funzionalità articolare.

Lo HYADD 4 è dunque particolarmente adatto per quei pazienti affetti da osteoartrosi lieve-moderata che conservano uno stile di vita dinamico e per gli sportivi che hanno subito danni articolari cartilaginei acuti o da over-use. In questi casi esso può rallentare l’evoluzione del danno e ridurre il dolore. Un ulteriore vantaggio è che bastano due sole infiltrazioni per ottenere miglioramenti per molti mesi.

Esercizi associati alla terapia dell'acido ialuronico

Non bastano le infiltrazioni

Certo non è sufficiente la terapia infiltrativa: va associata ad un adeguato programma di esercizio fisico e rinforzo muscolare. Infatti la corretta attivazione muscolare permette all’articolazione di muoversi con maggiore controllo e quindi di ridurre il traumatismo sulla cartilagine. L’approccio rieducativo deve essere quello della ricostruzione degli schemi motori che risultano per forza alterati a causa del dolore cronico. Va studiato dunque per ciascun paziente un piano di esercizi, che seguendo la progressione codificata nell’Ability Training (ne parliamo qui), stimoli il recupero funzionale del gesto atletico.

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